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Blues Traveler by Konrad  

Micro Four Thirds System

(c) four-thirds.org
Olympus e Panasonic hanno recentemente annunciato l’introduzione di un nuovo attacco per fotocamere digitali.
Questo attacco è pensato per una nuova generazione fotocamere digitali a ottiche intercambiabili non reflex, funzionati tramite live-view o mirino esterno qualcosa di vagamente simile al sistema G di Contax.

Si prospetta quindi una generazione di fotocamere compatte con sensori di dimensioni generose e lenti intercambiabili.

A parte le dimensioni della fotocamera perché questa nuova soluzione stuzzica il mio interesse?
Uno degli svantaggi dei sistemi reflex è appunto lo specchio questo ingombrante pezzo di vetro che riflette l’immagine proveniente dall’obiettivo sul vetro di messa a fuoco, una soluzione che porta due problemi:

  1. vibrazioni e rumore: lo specchio si ribalta e introduce una serie di vibrazioni che riducono la nitidezza della immagine e aumentano la rumorostia della macchina fotografica.
  2. grandangoli con schemi retrofocus.

Ed è il secondo punto quello che mi interessa di più, il mirrorbox (lo spazio dove lo specchio di muove) costrige i costruttuori di lenti a soluzioni di compromesso, specie sui grandangolari che devono essere “allontanati” dal piano della pellicola. Per esempio, la lente posteriore di un 35mm per una fotocamera a telemetro arriva quasi a toccare il piano della pellicola
Jupiter 12 35mm f2.8
uno per reflex invece deve utilizzare uno schema detto retrofocus che permette di allontanare l’ottica dal piano della pellicola.

Togliere lo specchio dalle DSLR permetterà la creazione di lenti fisse con schemi più semplici, simmetrici e con meno aberrazioni, a tutto vantaggio della qualità della immagine, e visto la brevissima lunghezza del tiraggio (solo 20mm) immagino che verranno costruiti anelli adattatori per riutilizzare ottiche per fotocamere a telemetro.

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